Crescono gli affitti in tutta Italia e in alcuni quartieri l’aumento è vertiginoso: ecco le zone più care e le ragioni dietro la corsa dei canoni
Il mattone italiano torna a correre, e lo fa in un contesto economico che fino a poco tempo fa sembrava frenare ogni prospettiva di crescita. Dopo un periodo segnato da inflazione, tassi d’interesse in salita e incertezze macroeconomiche, il mercato immobiliare mostra segnali di ripresa sempre più netti: crescono le compravendite, aumentano i mutui erogati e soprattutto si consolida la tendenza di rialzo dei prezzi al metro quadro, sia per l’acquisto sia per l’affitto.
Una dinamica che affonda le sue radici in diversi elementi: il ritorno della fiducia delle famiglie, il desiderio di investire in beni rifugio, la crescente domanda di immobili efficienti dal punto di vista energetico e la difficoltà crescente di trovare case disponibili in locazione nelle grandi città. Il mercato è vivace, competitivo e, in molti casi, più veloce rispetto agli ultimi anni.
Compravendite in crescita e mutui
Il dato più significativo della fase attuale è il ritorno dell’operatività sui mutui. Le famiglie italiane, dopo mesi di attesa e valutazioni, stanno tornando a chiedere credito, spinte anche dalla stabilizzazione dei tassi e dalle prospettive di un allentamento monetario. Le compravendite segnano così una ripresa che interessa sia i centri urbani sia i territori limitrofi, dove sempre più persone cercano spazi ampi, qualità abitativa e contesti più tranquilli.
In particolare, si registra una domanda forte per abitazioni usate ma ristrutturate, oppure da rinnovare ma con caratteristiche strutturali e di posizione favorevoli. La nuova efficienza energetica è ormai un parametro determinante: chi compra casa guarda al risparmio energetico, alla modernità degli impianti e alla possibilità di sfruttare agevolazioni fiscali per eventuali interventi.
Prezzi in rialzo: città grandi in testa, ma volano anche le periferie dinamiche
Se da un lato l’Italia ha sempre avuto un mercato immobiliare molto eterogeneo, dall’altro oggi emerge un elemento comune: l’aumento dei prezzi. Milano si conferma la città più cara del Paese, con valori medi che continuano a crescere e quartieri che registrano dinamiche di domanda tali da esaurire rapidamente le disponibilità. Roma vive una fase di consolidamento e ripresa, con forte interesse su zone semicentrali e su borghi urbani ben collegati.
A crescere non sono però solo le metropoli: molte province e città di media dimensione stanno beneficiando dell’effetto “nuova mobilità abitativa”, frutto dello smart working e del desiderio di qualità della vita. Centri storici curati, paesi vicino al mare, città universitarie e borghi ben serviti vedono aumentare domanda e valori.
Il mercato non è uniforme, ma la tendenza è chiara: l’Italia si muove verso un modello dove la posizione conta ancora, ma la qualità dell’immobile — energetica, strutturale, estetica — pesa sempre di più.

Affitti alle stelle e domanda che supera l’offerta
Se il comparto compravendite vive una fase di consolidamento, quello delle locazioni è in pieno fermento. Gli affitti continuano a salire e, in molte città, raggiungono livelli mai visti prima. Il fenomeno è accentuato da un forte squilibrio tra domanda e offerta: trovare una casa in affitto è sempre più difficile, soprattutto per famiglie giovani, lavoratori fuori sede e studenti.
L’offerta è limitata da diversi fattori: molti proprietari preferiscono locazioni brevi o utilizzo turistico; una parte del patrimonio immobiliare necessita di ristrutturazione; e una quota non trascurabile resta vuota, specie nelle zone in cui il mercato ha dinamiche stagionali. L’effetto combinato è un aumento significativo dei canoni, un’accelerazione nei tempi di conclusione dei contratti e una maggiore selettività da parte dei proprietari.
Nuovi trend: sostenibilità, seconde case e ritorno ai borghi
Accanto ai movimenti tradizionali del mercato, si fanno strada nuove tendenze che delineano il futuro dell’immobiliare italiano.
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Efficienza energetica come criterio principale: le abitazioni con classi energetiche elevate sono le più richieste e mantengono valore più a lungo.
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Crescita del mercato delle seconde case: mare, montagna e campagna tornano centrali per chi cerca qualità della vita e possibilità di lavoro da remoto.
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Riscoperta dei borghi: molte realtà locali puntano su incentivi all’acquisto e recupero del patrimonio, attirando famiglie e investitori.
Questa trasformazione culturale e abitativa sta cambiando il profilo dell’acquirente e del locatario: più giovane, più attento ai servizi, più sensibile alla sostenibilità e all’innovazione.

Uno sguardo al futuro
Il mercato immobiliare italiano vede prospettive solide per i prossimi mesi. Se la politica monetaria dovesse continuare verso una stabilizzazione e successivo alleggerimento dei tassi, la domanda potrebbe rafforzarsi ulteriormente. La sfida reale resterà rendere il mercato accessibile alle fasce di popolazione più giovani, con strumenti moderni e flessibili.
È probabile che il 2026 confermi una crescita moderata ma costante, fatta di equilibrio tra domanda e offerta e sostenuta da investimenti mirati nelle infrastrutture, nella rigenerazione urbana e nell’efficienza energetica.
Il mattone, ancora una volta, dimostra la sua resilienza. E in un contesto globale sempre più incerto, l’Italia sembra tornare a guardare alla casa non solo come bene d’uso, ma come investimento strategico, patrimonio familiare e simbolo di stabilità.