Dalle nuove regole sulla caparra alle agevolazioni under 36: tutto quello che devi sapere prima di firmare
L’acquisto della prima casa resta uno dei passi più importanti e delicati nella vita di molte famiglie e giovani. E per affrontarlo senza imprevisti, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la sua guida ufficiale con tutte le regole fiscali e le novità valide nel 2025. Un documento che non è solo un supporto tecnico, ma un vero manuale per orientarsi tra imposte, agevolazioni, tempistiche e nuove norme pensate per semplificare (e in alcuni casi sostenere) chi decide di comprare un immobile.
L’obiettivo è uno: offrire strumenti chiari e pratici per evitare errori e costi inattesi prima della firma del preliminare e del rogito. A maggior ragione oggi, in un mercato immobiliare segnato da tassi variabili e maggior attenzione ai requisiti di accesso ai bonus.
Cosa controllare prima di comprare: veri proprietari, ipoteche e sicurezza
La guida ricorda che il primo passo, prima ancora dei bonus, è verificare ciò che può sembrare scontato:
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chi è il reale proprietario dell’immobile,
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l’assenza di ipoteche o altri vincoli,
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la conformità catastale e urbanistica.
Sono passaggi spesso sottovalutati, ma essenziali per evitare problemi dopo l’acquisto. Oggi più che mai, la parola d’ordine è prudenza informata.

Preliminare di vendita: come cambia la tassazione dal 2025
Una delle novità più rilevanti riguarda il preliminare di compravendita, cioè il contratto che precede l’atto definitivo.
Dal 1° gennaio 2025, se nel preliminare si versano soldi come caparra o acconto senza IVA, oltre alle imposte fisse di registro e bollo, si paga anche un’imposta proporzionale pari allo 0,5%.
La stessa percentuale si applica sia alla caparra sia agli acconti, e quanto versato verrà poi scalato dalle imposte dovute al rogito.
Se invece l’immobile è soggetto a IVA, la distinzione resta:
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sugli acconti si paga l’IVA,
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sulla caparra si paga comunque lo 0,5% di registro.
Una regola semplice, ma che conviene conoscere per non ritrovarsi sorprese in fase di registrazione.
Più tempo per rivendere la prima casa e mantenere i benefici
Novità anche sui tempi di rivendita per chi aveva già usufruito dei benefici fiscali: il termine passa da 1 a 2 anni.
Questa estensione, introdotta in legge di Bilancio, permette ai contribuenti di muoversi con maggiore serenità e flessibilità nel mercato immobiliare. Un vantaggio importante soprattutto in un momento in cui vendere rapidamente non è sempre semplice.
Agevolazioni giovani under 36: cosa resta e come funziona
Capitolo fondamentale: giovani under 36 con ISEE sotto 40.000 euro.
La guida conferma che per gli acquisti realizzati tra 26 maggio 2021 e 31 dicembre 2023 (o 31 dicembre 2024 se il preliminare era registrato entro il 2023), non sono dovute registro, ipotecaria e catastale, e l’IVA pagata genera credito d’imposta da usare su altri tributi.
Per gli atti firmati tra 1° gennaio e 29 febbraio 2024, invece, è stato previsto un credito d’imposta pari alle imposte pagate in più, utilizzabile entro 31 dicembre 2025.
Un’agevolazione che ha sostenuto migliaia di giovani coppie e single alle prese con il primo acquisto, e che resta un riferimento anche oggi, seppure con modalità diverse in base alla data dell’operazione.
Il 2025 segna quindi un quadro fiscale più chiaro ma anche più rigido in alcuni passaggi tecnici. Il messaggio è semplice: acquistare casa richiede consapevolezza e preparazione, e l’aggiornamento dell’Agenzia delle Entrate va proprio in questa direzione.
Documentarsi prima permette di risparmiare tempo, denaro e stress — e di arrivare al rogito con la certezza di aver compiuto un passo importante nel modo giusto.