La Legge di Bilancio 2026 segna una svolta importante per chi sta programmando lavori in casa. Dopo mesi di attesa, il governo ha confermato le proroghe dei principali bonus edilizi – tra cui ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili – ma ha messo definitivamente la parola fine al superbonus. L’obiettivo è razionalizzare le agevolazioni fiscali, mantenendo gli incentivi più richiesti dalle famiglie e uniformando gradualmente le aliquote fino al 2028.
La manovra, ancora in fase di approvazione definitiva, prevede la proroga per tutto il 2026 dei bonus principali con detrazioni al 50% sulla prima casa e al 36% sugli altri immobili, rinviando di un anno il taglio delle agevolazioni. Restano invariati i tetti di spesa e le modalità operative già in vigore, a garanzia di una transizione più stabile per chi intende avviare lavori di riqualificazione.
Tutte le proroghe confermate nel 2026
Il bonus ristrutturazione resta l’incentivo più utilizzato dagli italiani. Permette di detrarre dall’Irpef una quota delle spese per manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sia su abitazioni private che su parti comuni condominiali.
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Per la prima casa: detrazione del 50% fino al 31 dicembre 2026, con limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
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Per le seconde case: detrazione del 36% con lo stesso tetto di spesa.
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Dal 2027: aliquote ridotte rispettivamente al 36% e al 30%.
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Dal 2028 al 2033: si passerà a un’aliquota unica del 30%, valida per tutte le tipologie di abitazioni.
Restano ammissibili anche le spese per lavori di manutenzione ordinaria, ma solo se inseriti in un intervento più ampio di ristrutturazione o realizzati su parti comuni condominiali.

Accanto al bonus ristrutturazione, la manovra proroga anche l’ecobonus, dedicato agli interventi per il risparmio energetico. Anche in questo caso le aliquote restano al 50% sulla prima casa e al 36% sugli altri immobili fino alla fine del 2026. Le detrazioni coprono dieci anni e comprendono:
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installazione di impianti di climatizzazione a basso consumo e pompe di calore ibride;
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sostituzione di generatori di calore alimentati da biomasse o tecnologie a condensazione;
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acquisto di dispositivi di controllo remoto degli impianti domestici;
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installazione di micro-cogeneratori e schermature solari.
Dal 2028, anche per l’ecobonus, si passerà alla detrazione unica del 30%. Sono invece escluse dalle agevolazioni le caldaie alimentate a gas, che non potranno più beneficiare delle vecchie aliquote maggiorate.
Tra le proroghe rientra anche il bonus mobili ed elettrodomestici 2026, che consente una detrazione Irpef del 50% fino a 5.000 euro di spesa per arredare gli immobili oggetto di ristrutturazione. Sono ammessi letti, cucine, armadi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza, con classi energetiche minime (A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori).
Per accedere all’agevolazione, è necessario aver avviato lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia sull’immobile. Non sono invece validi i semplici interventi di manutenzione ordinaria come tinteggiatura o sostituzione di pavimenti.
Infine, viene confermato anche per il 2026 il sismabonus, con detrazioni destinate a chi effettua interventi di miglioramento antisismico. Le aliquote seguono lo stesso schema: 50% per la prima casa, 36% per le altre e 96.000 euro di tetto massimo per unità immobiliare. Possono beneficiarne sia persone fisiche che imprese, e la detrazione viene ripartita in dieci quote annuali.
Stop definitivo al superbonus e addio al bonus barriere
Dal 1° gennaio 2026 il superbonus cessa definitivamente di esistere. La maxi agevolazione al 110% – poi ridotta negli anni – non verrà prorogata, salvo per i territori del centro Italia colpiti dal sisma dove è ancora in vigore lo stato di emergenza. In queste aree, potranno accedere al beneficio solo i progetti presentati prima del 30 marzo 2024.
Resta invece fuori dal pacchetto di proroghe il bonus barriere architettoniche, la detrazione del 75% per gli interventi di accessibilità. Salvo modifiche dell’ultimo minuto in Parlamento, il bonus scadrà il 31 dicembre 2025, con la possibilità di completare solo i lavori già avviati.
La strategia del governo è chiara: ridurre progressivamente le agevolazioni straordinarie nate in emergenza pandemica e mantenere solo quelle strutturali, legate all’efficienza energetica e alla sicurezza del patrimonio immobiliare.
Con le nuove regole, il 2026 sarà quindi un anno chiave per chi desidera approfittare ancora delle detrazioni più alte prima della graduale riduzione prevista dal 2027. Chi intende ristrutturare, cambiare caldaia o acquistare nuovi mobili farebbe bene ad avviare i lavori entro la fine del prossimo anno, così da bloccare le aliquote più vantaggiose e usufruire delle spese rateizzate in dieci anni.