Non uso più solo piastrelle classiche per il bagno piccolo: ecco cosa ho scelto (e perché)

Non uso più solo piastrelle classiche per il bagno piccolo: ecco cosa ho scelto (e perché)

Bagno compatto con pareti blu e bianche. Il lavabo è su mensole sospese, sotto le quali sono sistemati asciugamani puliti. - immcasa.it

Luca Antonelli

Novembre 9, 2025

Entrando in un bagno di pochi metri quadrati si avverte subito il confine tra funzionalità e claustrofobia: ogni superficie parla e ogni scelta progettuale pesa. Le piastrelle non sono solo rivestimento tecnico, ma strumenti visivi che possono ampliare o comprimere lo spazio. Formato, fughe, colore e materiale diventano elementi decisivi per trasformare un locale angusto in un ambiente piacevole e pratico. Lo mostrano i progetti visti nelle case italiane: lastre grandi posate con fughe sottili o piccoli mosaici studiati per nicchie e box doccia. Un dettaglio che molti sottovalutano è la coerenza tra pavimento e pareti: meno interruzioni visive significano percezione di maggiore ampiezza.

Formato e gioco di superfici

Il primo nodo da sciogliere è il formato. In bagno piccolo funzionano bene due approcci opposti: piastrelle molto grandi, che riducono il numero di giunti e creano superfici continue, o elementi molto piccoli come il mosaico, che definiscono volumi con ritmo. Le lastre sovradimensionate producono un effetto uniforme: una sola lastra può coprire ampie porzioni di parete o pavimento e ridurre la frammentazione visiva.

Non uso più solo piastrelle classiche per il bagno piccolo: ecco cosa ho scelto (e perché)
Piastrelle grezze, effetto pietra, nei toni del verde. Unica tonalità e fughe chiare per un look semplice, rustico e compatto. – immcasa.it

Allo stesso tempo, il mosaico o i piccoli “brick” rettangolari sono utili per rivestire nicchie, il retro dei sanitari o l’angolo doccia, evitando tagli irregolari agli spigoli.Fughe sottili e tinte coordinate con le piastrelle amplificano l’effetto di continuità; viceversa fughe a contrasto segmentano lo spazio e lo possono restringere. Per bagni stretti si può giocare con la direzione delle piastrelle: una posa in orizzontale amplia la percezione laterale, mentre una posa verticale solleva visivamente il soffitto. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è l’effetto combinato di luce artificiale e fughe scure: possono ingabbiare l’ambiente se non calibrati con attenzione.

Colori e materiali: come scegliere senza errori

Il colore rimane uno strumento semplice ed efficace: tonalità chiare come bianco, beige, greige e grigi chiari aumentano la luminosità e la percezione di spazio. Abbinare pavimento e pareti nella stessa famiglia cromatica, usando sfumature diverse, crea un risultato armonioso e contemporaneo; i dettagli cromatici si riservano ad arredi e accessori. Tuttavia, non bisogna escludere tonalità più profonde come il blu notte o il prugna: usate con parsimonia, su una parete dietro al lavabo o nella doccia, diventano un elemento distintivo senza comprimere troppo l’ambiente. Sul fronte dei materiali, il gres porcellanato è la scelta più pratica per la sua resistenza, l’impermeabilità e le finiture che riproducono legno, marmo o cemento. La ceramica smaltata resta ideale per pareti in formati ridotti, mentre il mosaico di pasta di vetro regala un effetto raffinato, specialmente montato su rete. Un criterio obbligatorio per il pavimento è la finitura antiscivolo, particolarmente importante se il bagno è usato anche da anziani o bambini. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è la diversa percezione delle superfici quando la luce naturale è scarsa: le nuance chiare tengono meglio, le scure tendono a restringere.

Posa, altezze e calcolo dei materiali

Decidere dove posare le piastrelle è tanto pratico quanto estetico. In generale le superfici a diretto contatto con l’acqua — doccia, dietro lavabo e vasca, zona sanitari — devono essere protette con rivestimenti ceramici; altrove è possibile usare pittura idrorepellente e lavabile per un effetto più leggero. Per l’altezza, non è obbligatorio piastrellare fino al soffitto: una fascia di 120-150 cm dal pavimento è spesso sufficiente per coniugare protezione e leggerezza, lasciando la parte superiore a pittura o carta da parati specifica per ambienti umidi. Se si decide di rivestire fino al soffitto, conviene farlo solo in aree funzionali come la doccia o dietro al lavabo per evidenziare il volume.Calcolare i mq necessari evita sprechi o fermi cantiere: misurare la superficie da rivestire (lunghezza x altezza) e sommare l’area del pavimento; quindi aggiungere circa il 10-15% per tagli e scarti. Per pose in diagonale o a spina di pesce è prudente prevedere fino al 20% di sovrabbondanza. Un consiglio pratico: ordinare un lotto unico, se possibile, per evitare differenze di tonalità tra forniture successive — un problema che in molte città italiane allunga i tempi di consegna. La scelta delle piastrelle, ben ragionata, si vede ogni giorno nell’uso quotidiano e nella facilità di pulizia; per molti proprietari è la differenza tra un bagno funzionale e uno che si percepisce davvero come spazio vivo.