Molti italiani continuano a comprarli al supermercato, ma bastano pochi ingredienti e un Bimby per risparmiare fino al 75% e mangiare meglio
In cucina le abitudini si formano senza accorgersene. Si compra sempre lo stesso pane, lo stesso yogurt, lo stesso dado vegetale, magari pensando che sia più comodo così. Eppure, preparare questi alimenti in casa è più semplice di quanto si immagini, e non richiede né competenze da chef né ore di tempo.
Basta un elettrodomestico come il Bimby e ingredienti comuni per trasformare la dispensa quotidiana in un laboratorio di autoproduzione. Risultato: si risparmia denaro, si tagliano gli sprechi e si portano in tavola alimenti più sani, freschi e controllati, senza additivi nascosti o plastica superflua.
Yogurt, burro di arachidi e bevanda di mandorle: tre preparazioni base che fanno la differenza
Chi è abituato a comprare lo yogurt greco in vasetti da supermercato, sa quanto incide sulla spesa settimanale. Ma se si considera che con 1 litro di latte e qualche fermento si possono ottenere 8 vasetti da 125 grammi spendendo poco più di 70 centesimi, il confronto diventa impietoso. In casa, la preparazione è semplice: basta riscaldare il latte, aggiungere i fermenti e lasciar fermentare nel Bimby per 10 ore. Dopo un riposo in frigo e un filtraggio con garza sterile, si ottiene uno yogurt denso, cremoso e senza conservanti, pronto da personalizzare con miele, frutta, cereali.

Stesso discorso per il burro d’arachidi: quello industriale contiene spesso zuccheri aggiunti, oli raffinati e conservanti. Con arachidi tostate, un filo di olio di semi, un pizzico di sale e miele, in meno di 10 minuti si ottiene una crema spalmabile che non ha nulla da invidiare ai barattoli più costosi. Il costo? Meno della metà rispetto a un vasetto acquistato.
Poi c’è il latte di mandorla, sempre più usato in cucina. Una bevanda vegetale che, fatta in casa, permette di scegliere quante mandorle usare, quanta acqua aggiungere e se zuccherare oppure no. La base è composta da mandorle dolci pelate, acqua e zucchero a piacere. Bastano pochi passaggi per ottenere una bevanda delicata e priva di additivi, da bere sul momento o da conservare in frigo per qualche ora.
Tutte queste preparazioni hanno un altro vantaggio: riducono l’uso di contenitori in plastica, involucri non riciclabili e trasporti inutili. E ogni volta che si prepara uno di questi alimenti, si evita di buttare via un contenitore e si recupera un po’ di consapevolezza alimentare.
Il dado vegetale e il pane fatto in casa: risparmio, controllo e qualità immediata
Il dado da brodo è uno dei prodotti che meglio dimostra quanto sia semplice evitare certi acquisti. Con pochi ortaggi (sedano, cipolla, carota, zucchina, funghi), sale grosso e erbe aromatiche, si prepara un composto cremoso che si conserva in frigorifero per mesi o, congelato a cubetti, anche per mezza stagione. Non solo è più economico, ma non contiene glutammato, addensanti o grassi idrogenati. Il risparmio stimato è del 75%, con la possibilità di personalizzare ogni lotto a seconda delle verdure disponibili.
Poi c’è il pane. Chi ha provato a farlo in casa con il Bimby lo sa: 10 minuti per impastare, qualche ora per la lievitazione, e via in forno. Il risultato è un filone fragrante, fatto con farina, acqua, lievito e sale, senza miglioratori, senza zuccheri aggiunti, senza ingredienti misteriosi. Il costo è inferiore a 1,10€ al chilo. Ma c’è anche un altro tipo di vantaggio, più silenzioso: preparare il pane in casa, sentire l’odore che si diffonde mentre cuoce, tagliarlo ancora caldo, è un gesto che restituisce ritmo e senso alla cucina.
Tutte queste ricette, messe insieme, portano a una rivoluzione quotidiana. Cucinare con il Bimby non è solo un modo per velocizzare le preparazioni. È un cambio di prospettiva, che spinge a riconsiderare cosa si acquista e cosa si può invece produrre da sé, con le proprie mani. Riduce gli sprechi, alleggerisce la spesa, permette di evitare prodotti confezionati e promuove un’alimentazione più semplice, naturale e sana.
Fare il dado, il pane, lo yogurt o il burro d’arachidi non è una moda. È un ritorno al controllo, un modo per investire sulla salute, sull’ambiente e anche sul proprio tempo. Perché eliminare pentole e padelle, cucinare tutto in un solo boccale, conservare solo ciò che serve e sapere sempre cosa c’è nel piatto è già un passo avanti. Un passo piccolo, ma concreto.