La Manovra da 18,7 miliardi punta su natalità, fisco più leggero, lavoro stabile e nuove assunzioni in ospedale
Approvata dal Consiglio dei ministri e definita da Giorgia Meloni come una “manovra seria ed equilibrata”, la Legge di Bilancio 2026 ha una struttura compatta ma ambiziosa. Le risorse sono inferiori rispetto agli anni precedenti, ma distribuite su quattro assi fondamentali: famiglie e natalità, riduzione fiscale, incentivi al lavoro e potenziamento della sanità pubblica.
L’obiettivo non è introdurre nuove rivoluzioni, ma rafforzare le misure già attive, migliorando accessibilità e impatto economico. Il totale delle risorse si attesta a 18,7 miliardi, in buona parte già vincolati, ma con novità significative che riguardano sia chi lavora sia chi è in pensione.
Bonus, ISEE e detrazioni: cambia il sostegno alle famiglie e alle madri lavoratrici
Uno dei fronti più evidenti è quello del sostegno alle famiglie. Il bonus mamme lavoratrici, già attivo, aumenta da 40 a 60 euro mensili per chi ha almeno due figli e un ISEE fino a 40.000 euro. La novità è l’estensione a chi ha un solo figlio, un segnale che allarga la platea e sposta il focus sul sostegno alla natalità anche nei nuclei più piccoli. Viene confermata anche l’indennità all’80% per tre mesi di congedo parentale, usufruibile fino ai 14 anni del figlio, mentre i giorni di malattia per i bambini tra 3 e 14 anni salgono da 5 a 10 all’anno.
Sul piano strutturale, arrivano nuovi fondi: 60 milioni all’anno per le attività socioeducative per i minori, 20 milioni annui per sostenere l’abitazione dei genitori separati o divorziati, e 4 milioni per il reddito di libertà destinato alle donne vittime di violenza. Tra le novità più rilevanti c’è il Fondo per i caregiver familiari, che parte nel 2026 con 1,15 milioni e arriverà a 207 milioni annui dal 2027. Si tratta di un investimento atteso da tempo, pensato per chi assiste un familiare non autosufficiente.

Importante anche la riforma del calcolo ISEE: la soglia di esclusione della prima casa sale da 52.500 a 91.500 euro, con un aumento di 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo. Questo permetterà a molte più famiglie di accedere ai bonus attualmente limitati. Viene poi rifinanziata la carta “Dedicata a te” per gli acquisti alimentari, confermando il tetto ISEE di 15.000 euro.
Sul fronte fiscale, la Manovra conferma la riduzione dell’Irpef, con il taglio dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi sopra i 28.000 euro. Il beneficio massimo, pari a 440 euro, si concentra nella fascia tra i 28.000 e i 50.000 euro, ma coinvolge anche i redditi fino a 200.000 euro. Per i contribuenti più ricchi, invece, arrivano correzioni alle detrazioni al 19%, escluse le spese sanitarie. Il messaggio è chiaro: più equità nel prelievo, senza penalizzare chi ha necessità concrete.
Lavoro, pensioni e sanità: incentivi, assunzioni e premi di produttività nella manovra da 18,7 miliardi
Sul versante lavoro, la Legge di Bilancio introduce una superdeduzione del 120% sul costo del lavoro, che sale al 130% per le categorie fragili. I premi di produttività beneficeranno di un’aliquota ridotta all’1%, mentre la soglia di esenzione fiscale sale da 3.000 a 5.000 euro annui. Rientrano nella Manovra anche le misure del Decreto Coesione: esonero contributivo per l’assunzione stabile di giovani under 35, incentivo fino a 8.000 euro per l’assunzione di madri con almeno tre figli minorenni, e sgravio da 650 euro al mese per le donne disoccupate residenti nel Mezzogiorno.
Torna anche il superammortamento con il programma “Transizione 5.0”, che prevede un ammortamento al 180% per gli investimenti in innovazione e al 220% per quelli finalizzati al risparmio energetico. Si tratta di un segnale importante verso le imprese, in particolare quelle che investono nella modernizzazione dei processi produttivi.
Aumenti anche in pensione
Per i pensionati, la Manovra 2026 prevede un aumento di 20 euro mensili per le pensioni minime a chi ha almeno 70 anni. Confermata l’Ape sociale e rinviato di uno o due mesi l’aumento dell’età pensionabile previsto nel 2027 e 2028. È una mossa che cerca di mantenere stabile il sistema senza introdurre modifiche traumatiche, in attesa della riforma complessiva del comparto previdenziale.
Il capitolo sanità riceve una spinta notevole: 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi per ciascuno dei due anni successivi. Sono fondi destinati a 6.300 nuovi infermieri, 1.000 medici, e a misure per ridurre le liste d’attesa, oggi una delle principali criticità del sistema. Viene inoltre annunciato un aumento degli stipendi e un piano di razionalizzazione dei costi ministeriali, con una spending review da 7 miliardi in tre anni.
Tra le altre misure figurano l’aumento delle accise su tabacchi e carburanti, la proroga dei bonus casa per ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici, e la sospensione per tutto il 2026 della sugar tax e della plastic tax. Dal 2027 verrà introdotta la “Carta Valore”, una carta da 500 euro per i diciottenni che conseguono il diploma, da spendere in cultura e formazione.