Uno studio internazionale ha scoperto che le ruote delle valigie ospitano batteri della pelle, muffe e germi fecali. Eppure finiscono spesso sul letto
Quando si torna da un viaggio, si apre la valigia e si poggia dove capita. Sul letto, sul divano, sul pavimento della camera. Quello che pochi considerano, però, è che le ruote del trolley sono state ovunque: stazioni affollate, aeroporti, bagni, marciapiedi bagnati, taxi.
E secondo uno studio recente condotto dalla compagnia assicurativa Insure and Go, in collaborazione con la microbiologa Amy-May Pointer, sono più sporche di quanto si immagini. Addirittura 58 volte più contaminate di un sedile di bagno pubblico. Una cifra che cambia completamente la percezione dell’igiene legata al bagaglio da viaggio.
Cosa c’è davvero sulle ruote delle valigie dopo un viaggio: la mappa batterica invisibile che ci portiamo in casa
Lo studio è stato realizzato in un’area di transito tra stazione ferroviaria e terminal aeroportuale. Sono stati prelevati campioni da valigie rigide e morbide, analizzando nello specifico le ruote e la base di appoggio. I risultati hanno evidenziato la presenza di diversi microrganismi patogeni o opportunisti, tra cui Staphylococcus, Serratia marcescens(un batterio comune nei bagni) e alcune specie di Aspergillus, muffe che si sviluppano facilmente su superfici umide e poco ventilate.

Secondo la dottoressa Pointer, “le comunità microbiche trovate sulle valigie includevano batteri della pelle, muffe ambientali e germi associati alle feci”. Nulla di pericoloso in condizioni normali, ma il punto è un altro: questi microrganismi aderiscono alla superficie e si trasferiscono con facilità su tessuti e pavimenti domestici. Ogni viaggio lascia una traccia batterica che non si vede, ma si diffonde. E quando le ruote sporche toccano un tappeto o una coperta, trasferiscono il carico microbico accumulato tra terminal e stazioni.
Il problema non è la singola esposizione. È la ripetizione del gesto: entrare in casa e poggiare le valigie sulle superfici pulite. Un’abitudine che, nel tempo, trasforma il bagaglio in un vettore di batteri domestici, simile a ciò che accade con le scarpe. E se si considera che molte persone tengono le valigie in camera da letto o nello stesso armadio dei vestiti puliti, il rischio aumenta in silenzio, senza che nessuno se ne accorga.
Come pulire le valigie (e dove metterle quando rientriamo): le indicazioni degli esperti per evitare contaminazioni in casa
Il consiglio più semplice è anche il più ignorato: non poggiare mai le valigie sul letto. Né sulla sedia dove lasci i vestiti del giorno, né sul tappeto. Una volta entrati in casa, il bagaglio andrebbe trattato come un oggetto “potenzialmente sporco”, da isolare in un’area dedicata prima della pulizia. Gli esperti suggeriscono di pulire la parte esterna delle valigie con salviette disinfettanti o un panno imbevuto in acqua e sapone per piatti. Per le ruote, che accumulano la maggior parte dei batteri, è utile prima rimuovere capelli o fibre incastrate — spesso invisibili — e poi passare un detergente multiuso.
Un altro suggerimento curioso, ma efficace, è l’uso delle cuffie da doccia: coprire le ruote della valigia prima di portarla in casa può ridurre il rischio di diffusione microbica su tappeti e biancheria. La dott.ssa Pointer spiega che “sembra un gesto esagerato, ma impedisce alle ruote di trascinare microbi anche irritanti per la pelle su superfici pulite”. La protezione non è totale, ma è un modo semplice per interrompere la catena del contatto.
Per chi viaggia spesso, può essere utile acquistare copri-valigia lavabili, che proteggono anche da graffi e pioggia, ma soprattutto permettono una sanificazione più rapida. Se la valigia è rigida, si può lavare la scocca con un panno umido e lasciare asciugare bene, lontano da fonti di calore. Se è morbida, invece, bisogna fare più attenzione alla presenza di muffe: l’umidità intrappolata nei tessuti può creare odori sgradevoli e ospitare funghi invisibili.
La questione, però, va oltre le valigie. La stessa ricercatrice cita anche banconote da 100 dollari, smartphone, sedili di bagni pubblici: tutti oggetti che tocchiamo ogni giorno e che ospitano carichi batterici sorprendenti. La differenza sta nella consapevolezza. Se puliamo regolarmente il telefono, perché non facciamo lo stesso con la valigia che ci ha accompagnato tra aeroporti e stazioni?
Il viaggio non è il problema. Il problema è dimenticare cosa ci siamo portati a casa oltre ai ricordi. Con una semplice routine di pulizia, si può viaggiare senza trasformare il trolley in un diffusore ambulante di batteri. E tenere la casa, davvero, un po’ più pulita.