Spurgare i termosifoni all’inizio della stagione fredda migliora il calore in casa, taglia i consumi e allunga la vita della caldaia
Quando arriva ottobre e le temperature iniziano a scendere, accendere il riscaldamento è un gesto automatico per molti. Ma c’è un’operazione che quasi nessuno considera e che invece può fare una grossa differenza in termini di comfort, consumi e durata dell’impianto: spurgare i termosifoni. Bastano pochi minuti per eliminare l’aria intrappolata nei tubi e migliorare l’efficienza del riscaldamento domestico.
L’aria, infatti, crea bolle che ostacolano la circolazione dell’acqua calda, lasciando i termosifoni freddi in alto, pieni di rumori e decisamente meno performanti. Il risultato? La caldaia lavora di più per un risultato peggiore, e i consumi aumentano senza che ce ne accorgiamo.
I tecnici lo dicono da anni: una manutenzione base, gratuita e autonoma, come il semplice spurgo, può evitare moltissimi problemi futuri. Nei vecchi impianti, poi, ci sono anche i fanghi: residui della corrosione interna dei tubi che ostruiscono la circolazione e fanno salire i costi del gas. Spurgare significa anche prevenire.
Non serve alcun tecnico: con un po’ di attenzione e una valvola da aprire nel momento giusto, chiunque può ottenere un impianto pulito e reattivo. È come liberare le arterie del corpo: meno intasamenti, più fluidità, meno sforzo e più resa. E non è solo una questione tecnica. Una volta fatto, lo si nota subito: calore uniforme, niente gorgoglii, atmosfera più confortevole in ogni stanza.
Come si fa davvero e cosa cambia in casa (senza spendere nulla)
Ogni anno, quando la temperatura in casa scende sotto i 13 gradi, chi conosce bene il proprio impianto sa cosa fare: spegnere la caldaia e spurga uno per uno i termosifoni, partendo da quello più lontano. È un gesto semplice, ma richiede attenzione. Servono solo una pinza, un contenitore, un panno e cinque minuti per ogni termosifone.
Si apre piano la valvola di sfiato in alto, si lascia uscire l’aria finché non compare un getto d’acqua continuo, si richiude. Finito. Poi si controlla la pressione della caldaia: se è scesa sotto la zona verde, si rabbocca l’acqua. Nessuna spesa, nessun intervento tecnico, solo un po’ di buona volontà.

Eppure l’effetto è netto: dopo lo spurgo, i termosifoni scaldano meglio, in modo uniforme, senza quei punti freddi in alto che rendono inutili metà dei consumi. Il rumore scompare, la caldaia non fatica, il riscaldamento diventa finalmente “a regime”. Chi ha provato questa manutenzione lo sa: la casa è più calda a parità di tempo e consumo, e si arriva a risparmiare anche il 10% in bolletta nei mesi invernali. Non solo: la polvere sui termosifoni riduce ulteriormente la resa, quindi spolverarli subito dopo lo spurgo completa il lavoro.
E non è una questione solo di efficienza: è anche prevenzione. Un impianto con aria o fanghi è un impianto a rischio, che può portare a caldaie in blocco o guasti nei momenti peggiori. Spurgare, ogni anno, a ottobre, è un’abitudine che si impara facilmente. Ed è uno di quei gesti che fa la differenza tra una casa fredda e una accogliente, tra una bolletta salata e una sotto controllo.
Il gesto da non dimenticare prima dell’inverno
Non è difficile capire perché, una volta imparata, questa routine diventa un’abitudine indispensabile. Spurgare i termosifoni è come il primo caffè invernale: una preparazione al freddo che non si salta. Il comfort che ne deriva è reale: il calore è più omogeneo, la casa si scalda prima, l’aria è più secca e pulita, perché i termosifoni lavorano meglio. Anche la salute dell’impianto ne guadagna: meno stress sulla caldaia, meno sbalzi di pressione, meno rischio di blocchi improvvisi. In un momento storico in cui l’energia costa sempre di più e ogni intervento tecnico può essere un salasso, questa manutenzione autonoma diventa quasi rivoluzionaria.
E non serve essere esperti. L’operazione è accessibile, veloce e sicura. E soprattutto ripetibile: una volta l’anno, magari segnandolo in calendario come un vero e proprio rito domestico. Lo si può fare anche in compagnia, magari passando da un termosifone all’altro con un familiare, trasformando un compito tecnico in un gesto condiviso. Il risparmio? Non solo in euro, ma in stress, rumori, sbalzi di temperatura e inutili sprechi.
Per chi vive in città con impianti autonomi, farlo ogni ottobre è fondamentale. Per chi ha impianti centralizzati, può comunque controllare che sia stato fatto. E per chi ha già cominciato a risparmiare su tutto, anche questo piccolo passo è un tassello in più verso una gestione domestica intelligente, consapevole e sostenibile.