Sembra un bilocale ma ha meno di 45 mq: l’idea della parete vetrata lo trasforma a Milano

Sembra un bilocale ma ha meno di 45 mq: l’idea della parete vetrata lo trasforma a Milano

Luca Antonelli

Novembre 11, 2025

In un appartamento di meno di 45 mq all’interno di un palazzo del Settecento a Milano, la riorganizzazione dello spazio è stata trattata come un problema pratico da risolvere, non come un esercizio estetico. Poco più che un monolocale, l’abitazione presentava una pianta vincolata: le uniche aperture sono sul lato opposto all’ingresso e la presenza del vano ascensore condiziona forma e dimensioni dell’area di servizio. Davanti a questi limiti, le scelte progettuali hanno puntato a restituire funzionalità e percezione di spazio, più che a creare nuove superfici. Una delle soluzioni decisive è stata la realizzazione di una vetrata interna parziale montata su un muretto di cartongesso alto 120 cm: un sistema che separa la zona notte dal living senza isolare la luce. Il risultato è una casa che si vive come un bilocale, pur mantenendo un layout essenziale. La cucina è stata spostata rispetto allo stato di fatto e ora occupa una parete cieca opposta al divano; la composizione a vista è stata scelta e valorizzata, anziché nascosta. Da notare la scelta pratica del frigorifero freestanding di dimensioni generose: sovradimensionato rispetto alla metratura, ma utile e spesso più efficiente nei modelli recenti. Un dettaglio che molti sottovalutano è proprio l’uso della trasparenza: la vetrata consente ventilazione visiva e il passaggio della luce, un valore non solo estetico ma concreto nella vita quotidiana di chi vive in città. Le architette responsabili del progetto, Clara Bona e Guia Bartolozzi di Studio 98, hanno lavorato su questi vincoli per massimizzare la vivibilità senza interventi murari importanti.

Progetto e nuova distribuzione

La pianta originaria imponeva limiti precisi: ingresso sull’asse corto, due porte-finestre affiancate sul lato opposto e l’ascensore sul pianerottolo che condiziona l’area di servizio. In queste condizioni gli interventi murari sono stati minimi; la trasformazione è avvenuta sulla distribuzione e sugli arredi su misura. A destra dell’ingresso l’antibagno è rimasto in posizione, ma è stato attrezzato con una armadiatura su misura che integra lavanderia e ripostiglio, elemento fondamentale per non sprecare metri utili.

Sembra un bilocale ma ha meno di 45 mq: l’idea della parete vetrata lo trasforma a Milano
Nello spazio ottimizzato, il divano angolare e la scala a chiocciola convivono. Idee per un appartamento funzionale a Milano. – immcasa.it

La vera novità è la scelta di un muretto basso sormontato dalla vetrata in vetro antinfortunistico 3+3 mm extrachiaro. L’anta centrale incernierata consente accesso alla zona notte senza chiuderla in box, offrendo però una separazione visiva efficace. Il letto alla francese trova così uno spazio autonomo che non richiede serramenti, mentre il guardaroba è sostituito da una soluzione aperta con tendaggio che salva centimetri. È una soluzione che bilancia privacy e permeabilità luminosa.

La cucina, ora in laccato verde muschio con moduli di struttura semplice, occupa la parete opposta al divano: scelta che rinsalda il ruolo del living come nucleo della casa. La panchetta e il tavolo da pranzo sono allineati al muretto divisorio: una disposizione che sfrutta il piano per sedute e riduce l’ingombro dei passaggi. Un elemento pratico e spesso trascurato è il posizionamento delle aperture; qui la doppia porta-finestra sul prospetto consente di orientare gli spazi maggiormente verso la luce naturale.

Un dettaglio tecnico: la profondità della nicchia per la doccia è vincolata da pareti strutturali, e il progetto ne ha tenuto conto senza forzare i volumi. Anche questa è una regola da cui molti progettisti non possono prescindere quando si lavora in edifici storici.

Materiali, arredi e vita quotidiana

Il tono estetico della casa è chiaro e contemporaneo: palette pastello e bianco dominano le scelte, con accenti puntuali su tessuti e pezzi di design. Il tappeto davanti al divano — disegnato da Clara Bona e prodotto per una galleria milanese — è considerato dalle progettiste il punto di partenza per la definizione dell’area conversazione: definisce funzioni e atmosfera in uno spazio compatto. I pezzi a vista, come il divano in tessuto bianco e le sospensioni bianche Ambit di Muuto, mantengono l’ambiente luminoso e coerente.

I vasi neri e lucidi sulla cucina sono un esempio di produzione artigianale: realizzati riciclando bottiglie di vino, ogni pezzo è unico. Questa scelta mette insieme estetica e sostenibilità senza forzare il tono dell’appartamento. Anche la scelta della cucina in verde muschio con moduli Ikea è pratica e visiva: valorizza l’area cottura senza appesantirla. Un aspetto che molti notano solo in inverno è l’effetto della trasparenza: la vetrata amplifica la percezione di calore e luce quando le giornate si accorciano.

Il bagno è una scelta di carattere: piastrelle rettangolari lucide a parete e una pavimentazione a scacchi in gres porcellanato che ricorda il mosaico, con tessere in formato ridotto. Il contrasto tra lo smalto blu in alto e il bianco piastrellato sotto crea una scansione visiva precisa; il lavabo appoggiato e il mobile su misura realizzato da una falegnameria locale offrono funzionalità e rigore. Lo scaldasalviette e il fancoil per riscaldamento e climatizzazione rispondono alle esigenze pratiche di comfort.

Nel corridoio e nelle nicchie si trovano oggetti personali — ceramiche, piccoli pezzi di design, quadri — che rendono l’abitazione riconoscibile. L’antibagno, sfruttato con una colonna per la lavatrice e ripiani, dimostra come una buona progettazione degli spazi di servizio sia spesso il vero segreto per vivere bene in metrature contenute.

Un aspetto che sfugge a chi vive in città è la differenza che fanno i dettagli artigiani: una tenda su misura, un vano attrezzato progettato da falegnami locali, o la scelta di tessuti naturali cambiano la qualità d’uso di una casa così piccola.

Comfort, luce e usabilità quotidiana

La scelta progettuale privilegia la percezione di spazio e la funzionalità piuttosto che l’illusione di metri quadri in più. Il living con cucina a vista è pensato per essere il cuore della casa: la disposizione degli arredi, il tappeto che definisce l’area conversazione e la panchetta che sfrutta il muretto permettono flessibilità nelle attività quotidiane. Dal quarto piano, le due porte-finestre danno su poggioli in ferro battuto e offrono una vista sui tetti che aggiunge profondità all’ambiente; è un dettaglio che restituisce respiro alla planimetria compatta.

La zona notte non è una camera chiusa, ma offre autonomia: la vetrata filtra la luce e mantiene una separazione visiva, mentre l’armadio aperto con tendaggio consente di recuperare centimetri utili. Il letto alla francese lascia spazio per il passaggio e, grazie a contenitori e cassetti in basso, ottimizza lo stoccaggio. Le soluzioni salvaspazio, come la panca del pranzo e il tavolo allineato al muretto, mostrano come si possano ottenere comodità e ordine senza ricorrere a scomparti murari invasivi.

Dal punto di vista pratico, la presenza di un frigorifero grande e di una lavatrice nascosta nell’armadio dell’antibagno rispondono a esigenze reali di chi vive in città: è preferibile avere apparecchi utili e ben posizionati, anche a costo di sacrificarne l’estetica minimale. Un dettaglio che molti sottovalutano è la manutenzione: superfici chiare e materiali resistenti facilitano la pulizia e prolungano l’effetto di freschezza dell’appartamento.

La scelta di rendere parte della divisoria rimovibile lascia inoltre spazio a futuri adattamenti: la casa può accompagnare cambi di vita senza interventi strutturali. È una soluzione che, pur nata in un contesto storico milanese, può essere replicata in molte abitazioni italiane dove la sfida è mantenere vivibilità e luce dentro limiti imposti dalla pianta.