Ecobonus 2026 prima casa: prorogato al 50% l’incentivo per l’efficientamento energetico

Ecobonus 2026 prima casa: prorogato al 50% l'incentivo per l'efficientamento energetico

Luca Antonelli

Novembre 12, 2025

Un cantiere sotto ponteggi in una via di periferia, un amministratore condominiale che conta i preventivi sul tavolo: sono immagini comuni per chi sta pensando a lavori di efficientamento energetico. In questi mesi il Governo ha comunicato alla Commissione Europea che l’incentivo conosciuto come Ecobonus non subirà i tagli previsti l’anno successivo, uno stop che interessa migliaia di proprietari e inquilini. La notizia smuove decisioni concrete: chi deve ristrutturare valuta tempi e costi, i tecnici pianificano i documenti e i cantieri cercano fornitori disponibili. Per molti, l’incertezza normativa è il vero ostacolo più che la spesa in sé; un dettaglio che molti sottovalutano quando confrontano i preventivi.

Cosa cambia nel 2026 per l’ecobonus

Il quadro annunciato dal Documento Programmatico di Bilancio indica che le aliquote dell’Ecobonus resteranno inalterate per il 2026: la detrazione del 50% viene confermata per le abitazioni principali, mentre per gli altri immobili il beneficio dovrebbe mantenersi al 36%. Questa scelta rinvia di un anno il taglio che era stato ipotizzato nella precedente manovra. Altro elemento di rilievo riguarda la tempistica del rimborso: la detrazione, che è sempre un rimborso sulle spese sostenute, dovrebbe essere ripartita in 5 anni invece delle 10 annualità previste in passato, un cambiamento che incide sul flusso di cassa dei contribuenti e sulla convenienza economica degli interventi.

Ecobonus 2026 prima casa: prorogato al 50% l'incentivo per l'efficientamento energetico
Le detrazioni potrebbero essere ridotte a partire dal 1° gennaio 2027. – immcasa.it

La maggiorazione al 50% resta riservata a chi ha residenza nell’immobile o è titolare di un diritto reale di godimento sull’abitazione principale. Chi programma i lavori deve però attendere la definitiva approvazione della Manovra 2026 per avere certezze formali; al momento le indicazioni pubbliche sono orientative e servono più a guidare le scelte che a vincolare. Un fenomeno che in molti notano è la corsa alle asseverazioni e ai preventivi da parte di condomìni che vorrebbero avviare i cantieri prima che eventuali cambiamenti normativi diventino operativi.

Quali interventi sono ammessi, massimali e documenti richiesti

Le tipologie di lavori agevolabili restano quelle consolidate: interventi che riducono la dispersione termica e migliorano l’efficienza complessiva dell’edificio. Tra i più comuni ci sono il cappotto termico di pareti e tetto, la sostituzione degli infissi con modelli a elevata prestazione energetica, l’installazione di schermature solari (tende o frangisole), impianti solari termici o fotovoltaici e sistemi di climatizzazione efficienti come pompe di calore o caldaie ibride. Rimangono invece esclusi gli interventi che prevedono la mera sostituzione di impianti tradizionali alimentati esclusivamente a combustibili fossili.

I limiti di spesa sono stabiliti dal D.M. 6 agosto 2020 e collegati all’articolo 14 del D.L. 63/2013: fino a 60.000 euro per la sostituzione di infissi e per l’installazione di pannelli solari termici; fino a 60.000 euro anche per interventi su parti opache dell’edificio; fino a 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale; fino a 100.000 euro per interventi di coibentazione globale e per micro-cogeneratori. Un esempio pratico: una spesa di 30.000 euro per pannelli solari su cui si applica la detrazione del 50% genera un beneficio fiscale pari a 15.000 euro da ripartire secondo le modalità previste dalla normativa.

Per fruire dell’incentivo è necessario predisporre una serie di documenti: asseverazione tecnica che attesti il rispetto dei requisiti, APE (attestato di prestazione energetica) redatto da un tecnico indipendente quando richiesto, e una scheda descrittiva delle opere con materiali e costi. Entro 90 giorni dal termine dei lavori occorre inviare la comunicazione a ENEA tramite il portale ufficiale per i bonus fiscali; un aspetto che molti proprietari scoprono solo mentre già hanno avviato i lavori.

Cosa può succedere dal 2027 e come orientarsi

Lo scenario a medio termine rimane incerto: salvo nuove proroghe, le detrazioni potrebbero essere ridotte a partire dal 1° gennaio 2027, con aliquote previste intorno al 36% per gli interventi sull’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Questo profilo spinge chi ha margine di manovra a valutare se anticipare gli interventi entro i termini in cui l’incentivo è confermato, poiché la differenza nelle aliquote impatta direttamente sul ritorno economico delle opere.

Per chi decide di muoversi conviene pianificare con attenzione: ottenere preventivi dettagliati, verificare la congruità delle fatture e predisporre per tempo le asseverazioni e l’APE. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è il tempo necessario per ottenere autorizzazioni condominiali o comunali, elemento che può provare un ritardo consistente nei cantieri.

Nel valutare tempi e costi, tecnici e proprietari devono bilanciare l’urgenza del risparmio energetico con la complessità burocratica: chi completa l’intervento e dispone della documentazione nei termini previsti manterrà il diritto alla detrazione nelle aliquote vigenti al momento della spesa. In molte aree d’Italia questo sta già spingendo una concentrazione di richieste verso imprese e professionisti, un fenomeno che potrebbe influenzare i prezzi e i tempi d’attesa nei cantieri nei prossimi mesi.